N.M. Un labile punto d’incontro

1 Maggio 2015

Randazzo Monaldi O.T.S.

Presenta  N.M. Un labile punto d’incontro.

Dialoghi tra due artisti intrecciati fra fotografia e pittura, pittura fotografata o fotografia dipinta. Il percorso di questa mostra si snoda attraverso la decostruzione e la riappropriazione dei codici e delle fonti reinterpretati con strumenti sia contemporanei sia tradizionali, usati in modo indiscriminato per rimarcare che non si tratta solo di rappresentare la realtà, ma di affermare la volontà a produrre delle immagini. Immagini che afferiscono al campo mentale, cioè, a quella commistione di stratificazioni mnemoniche e intuitive, frutto di un presente e quotidiano flusso di nuove immagini. L’artista si pone come filtro che le seleziona, analizza, rielabora e  restituisce rigenerate, tanto nella scelta delle tematiche quanto nel fare arte in se, dove l’arte libera dosi di creatività non orientata energicamente, forse dispersiva. E’ qui che si colloca il labile punto d’incontro tra il progetto e l’esecuzione. La padronanza dei materiali e la dedizione alle diverse fasi del lavoro permettono una riattribuzione di senso: una sottile ambiguità, la sensazione di stupore che ci inducono ad indagare il tempo con le sue contraddizioni.

Giulio Marchi